La Chiesa

Il percorso di visita

La Chiesa di
San Benedetto

Considerata fra le più belle chiese di Catania, forse la più bella, la chiesa di San Benedetto è un trionfo di affreschi e architettura barocchi.

La chiesa è stata costruita nei primi decenni del ‘700, su progetto dell’architetto Alonzo Di Benedetto – cui si deve la realizzazione del prospetto della chiesa.Ma è l’interno che lascia l’osservatore senza parole. La volta della chiesa, infatti, è stata interamente affrescata da Giovanni Tuccari, fra il 1726 ed il 1729. Tuttavia, nel corso del secolo seguente, la gran parte degli affreschi della volta venne ricoperta di intonaco bianco per volere dell’architetto Antonino Battaglia, che mirava a rendere gli interni della chiesa più sobri ed in linea con il gusto del tempo.

Oggi siamo nuovamente in grado di vedere la chiesa come era stata concepita nel settecento grazie al lavoro di restauro compiuto dall’architetto Armando Dillon subito dopo la conclusione della II guerra mondiale. Nel 1943, infatti, un ordigno colpisce la volta, creando uno squarcio che rompe l’intonaco bianco che aveva rivestito la volta per oltre un secolo e che consentì, dal 1948, di operare al restauro dei sottostanti affreschi.

La forza espressiva degli affreschi

Mirabile prospettiva
e teatralità barocca

La riscoperta degli affreschi
di Tuccari

Tre sono gli ordini di affreschi che oggi siamo in grado di vedere. Nel primo, rappresentato dagli affreschi che si trovano sulle lunette, sono raffigurate le virtù teologali e le virtù cardinali, intervallate da immagini che rappresentano episodi della vita di San Benedetto. In particolare, sono descritti la fondazione del Monastero di Montecassino, l’incontro con il re dei Goti Totila, la conversione di Mauro e Placido ed il miracolo della falce. Ma la magnificenza del barocco della chiesa si sviluppa in tutta la sua pienezza nella parte centrale della volta, dove sono rappresentati il Trionfo ed il Viatico di San Benedetto; entrambi gli affreschi sono un raro esempio di mirabile prospettiva e teatralità barocca, grazie ad un sapiente contrasto di colori scuri ed accesi, che esplode in tutta la sua forza espressiva negli affreschi del presbiterio, al di sopra dell’altare, punto focale dell’intera chiesa, che attira l’attenzione dell’osservatore sin dal suo ingresso in chiesa.

Una nota merita anche la cantoria, il luogo del coro del canto claustrale, che caratterizza ogni chiesa di un monastero femminile. Realizzata in legno dorato nel 1712, si caratterizza per la forma – che ricorda la poppa di un galeone spagnolo del tempo – e per l’essere su due piani, entrambi adoperati dalla comunità monastica.
La Chiesa di San Bendetto

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